In breve
I Pasdaran minacciano i cavi sottomarini di Hormuz. Nessun attacco è segnalato, ma il livello fisico di cloud e AI entra nel confronto.
Cosa è successo
Il 19 ottobre 2026 il portavoce del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, il brigadiere generale Hossein Mohebi, ha avvertito gli Stati Uniti contro nuovi attacchi e ha minacciato i cavi internet che passano nello Stretto di Hormuz, sostenendo che internet globale e dati commerciali dipendono da essi. Lo riporta Al Jazeera, ripresa da Benzinga e Yahoo.[1]
Prima di lui, Mohsen Rezaei, a capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, aveva detto che un ritorno ai combattimenti intensi potrebbe mettere a rischio cavi, data center e strutture per l'AI. All'inizio di marzo droni avevano già danneggiato infrastrutture di Amazon Web Services negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, con interruzioni di corrente e disservizi cloud.[1]
Su Polymarket, piattaforma di previsioni, gli utenti stimavano al 4% un danno fisico ai cavi da parte dell'Iran o di gruppi alleati entro fine ottobre, e al 12% entro fine anno.[1]
L'agenzia WANA, il 20 ottobre 2026, riferisce che il portavoce ha citato sette cavi principali, per ricordare agli avversari questa dipendenza. Aggiunge che oltre il 90% delle comunicazioni internazionali viaggia via cavo e che i satelliti hanno meno capacità, più latenza e costi maggiori.[2]
Secondo TeleGeography, oltre il 90% della capacità dati fra Europa e Asia passa per cavi sotto il Mar Rosso, dove gli Houthi, legati all'Iran, controllano aree costiere e rotte chiave a Bab el-Mandeb.[1]
Divergenza fra le fonti Il numero dei cavi non coincide: il portavoce ne cita sette, mentre WANA riporta dati di TeleGeography e Submarine Networks che ne contano da cinque a sette nell'area. Anche il dato sopra il 90% riguarda ambiti diversi: la capacità Europa-Asia nel Mar Rosso nella prima fonte, le comunicazioni internazionali in generale nella seconda.[1, 2]
Perché conta
Il fatto verificato è una minaccia, non un sabotaggio: le fonti non riportano danni ai cavi di Hormuz. Il segnale sta nel bersaglio dichiarato. Fibra, energia e data center, cioè il livello fisico di cloud e AI, sono trattati come leva di pressione.[1]
I danni di marzo mostrano che il rischio non è solo retorico: per chi dipende da quelle regioni diventa anche materiale. WANA ricorda che i danni ai cavi comportano riparazioni lunghe e costose.[1, 2]
Il 4% e il 12% vanno letti con cautela: sono scommesse di partecipanti a una piattaforma, non stime di intelligence.[1]
Il segnale futuro
Interpretazione, non fatto: se il conflitto riprendesse, la sicurezza delle rotte dati potrebbe pesare sulla scelta di dove collocare regioni cloud e capacità di calcolo. Le fonti non dicono che stia già accadendo.
Scenario possibile, non previsione: Hormuz e Bab el-Mandeb concentrano il rischio su pochi passaggi. Gli effetti reali dipenderebbero da ridondanze e percorsi alternativi, di cui le fonti non danno misura.[1, 2]
Cosa osservare adesso
Danni verificabili
Guasti a cavi o data center del Golfo, con attribuzione chiara, distinguerebbero la minaccia da un'azione effettiva.[1]
Quote di Polymarket
Il 4% a fine ottobre e il 12% a fine anno sono il riferimento. Spostamenti marcati indicherebbero un cambio di percezione, non una conferma dei fatti.[1]
Mar Rosso e Houthi
Da seguire il ruolo degli Houthi e le comunicazioni dei grandi operatori cloud sulle regioni del Golfo.[1]
Metodologia
Due fonti di livello B, entrambe del 20 ottobre 2026, con dichiarazioni iraniane riportate di seconda mano. Le probabilità di Polymarket sono quote di mercato, non consiglio finanziario. Nessun grafico incluso.[1, 2]
Fonti
- Yahoo News · Fonte giornalistica Iran Escalates Threat to Target Undersea Cables in Hormuz Strait: ‘All of the World’s Internet and Commercial Data Depend on Them’ Pubblicata il 20 ottobre 2026 · consultata il 20 ottobre 2026
- WANA · Fonte giornalistica What Lies Beneath the Strait of Hormuz? Iran’s Seven-Cable Reminder to Its Adversaries - WANA Pubblicata il 20 ottobre 2026 · consultata il 20 ottobre 2026