Amazon, X-energy e AEP annunciano 12 reattori modulari da 960 MW in Indiana. Senza tempistiche: il banco di prova è Seadrift, in Texas.

Cosa è successo

Il 19 ottobre 2026 Amazon, X-energy e American Electric Power (AEP) hanno annunciato un accordo per finanziare una centrale nucleare da 960 megawatt in Indiana. Amazon sarebbe il primo cliente, AEP gestirebbe l'impianto e X-energy fornirebbe 12 reattori modulari Xe-100. Il sito è quello della dismessa centrale a carbone Breed Generating Station, a Fairbanks, nella contea di Sullivan. L'impianto sarebbe collegato alla rete pubblica e servirebbe anche i data center di Amazon. Non ci sono tempistiche né termini economici.[1, 2]

È il secondo accordo commerciale fra Amazon e X-energy, tre volte più grande del primo. L'obiettivo comune è oltre 5 gigawatt di nuova capacità nucleare negli Stati Uniti entro il 2039. Il primo progetto, il Cascade Advanced Energy Facility nello Stato di Washington, non vedrà la costruzione prima della fine del decennio. Nell'ottobre 2024 Amazon aveva guidato un round da 700 milioni di dollari in X-energy.[1, 2]

Il calendario dipende dal primo impianto di X-energy, a Seadrift, in un sito Dow Chemical vicino a Houston, in Texas. Prevede quattro reattori Xe-100, ma il cantiere non è partito. Il permesso di costruzione è nelle fasi finali della revisione della Nuclear Regulatory Commission. Lo Stato del Texas ha intanto aperto una causa contro l'impianto Dow, accusato di «habitual non-compliance» con norme su acqua e rifiuti solidi.[2]

X-energy ha debuttato al Nasdaq ad aprile a 23 dollari per azione, con un rialzo del 27% nel primo giorno. Da allora il titolo ha perso quasi due terzi del valore.[2]

Divergenza fra le fonti The Verge parla di «fino a 960 megawatt» e definisce il reattore «avanzato ma non provato»; TechCrunch parla di «quasi 1 gigawatt» e insiste sul rischio di esecuzione legato a Seadrift, definendo «aggressiva» una tempistica che non quantifica.[1, 2]

Perché conta

Interpretazione: la domanda di energia dei data center AI spinge i grandi gruppi tecnologici da acquirenti di elettricità a finanziatori di capacità produttiva. Il collegamento alla rete pubblica è un tratto distintivo e può attenuare le critiche ai data center, ma i benefici arriverebbero fra molti anni.[1, 2]

Il precedente storico pesa. The Verge ricorda Marble Hill, impianto indiano abbandonato a metà nel 1983 dopo 2,5 miliardi di dollari spesi. Per TechCrunch gli impianti recenti hanno sofferto sforamenti di budget e ritardi. La scommessa sugli SMR è che la produzione in serie li eviti, ma gli esperti indicano benefici dopo circa un decennio.[1, 2]

Il segnale futuro

Scenario, non previsione: se Seadrift ottenesse il permesso e mostrasse costi e tempi credibili, gli accordi Amazon–X-energy potrebbero diventare un modello per riconvertire siti di ex centrali a carbone. Se invece ci fossero ritardi o rincari, i progetti legati al traguardo del 2039 slitterebbero.[2]

Meta, Microsoft e Google esplorano progetti nucleari propri: la convergenza dei grandi gruppi su questa strada resta un segnale da seguire.[1]

Cosa osservare adesso

  1. Permesso di Seadrift

    La decisione della Nuclear Regulatory Commission e l'avvio del cantiere sono il primo test pratico dell'Xe-100.[2]

  2. Costi e tempistiche

    La pubblicazione di costi, durata del contratto e date per l'Indiana renderebbe il progetto valutabile.[1]

  3. Causa in Texas

    Il procedimento contro l'impianto Dow può incidere sull'immagine e sul calendario del sito ospitante.[2]

Metodologia

Articolo basato su due fonti giornalistiche di livello B del 19 ottobre 2026. Non sono stati verificati i comunicati originali. Le valutazioni sono interpretazioni della redazione; gli scenari non sono previsioni.

Fonti

  1. The Verge · Fonte giornalistica Amazon is funding a new nuclear plant in Indiana Pubblicata il 19 ottobre 2026 · consultata il 20 ottobre 2026
  2. TechCrunch · Fonte giornalistica Amazon to fund 12 small nuclear reactors at former Indiana coal plant Pubblicata il 19 ottobre 2026 · consultata il 20 ottobre 2026